Traccia omelia del Vescovo Ambrogio nella Messa del 18 ottobre 2011
26 Ottobre 2011
C
ari fratelli,erano tre anni fa quando don Salvatore ha lasciato la dimora terrena per congiungersi all’assemblea celeste, dove oggi celebra con noi la Divina Liturgia, quella lode perenne che noi ogni giorno dovremmo innalzare a Dio per il suo amore e la sua grande misericordia.“La gloria di Dio è l’uomo vivente”, canta il Salmo. Così dovrebbe essere la nostra vita, non per la nostra gloria, come talvolta vorremmo, ma per la sua gloria. Vedete, non ho conosciuto don Salvatore come alcuni di voi, ma nel breve tempo in cui gli sono stato vicino, ho colto sempre in lui questo senso di Dio che accompagna l’uomo, lo rende diverso, migliore, forte anche nella debolezza del corpo. L’umile canta la gloria di Dio. E don Salvatore era un umile. Il superbo canta e vuole la gloria di se stesso.
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