Il Signore ha guidato i miei passi…

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18-ottobre-2010-14

T

ra pochi giorni partirà il nuovo social network dei “Cavalieri della Luce” e come “autore” mi trasferirò in una nuova pagina blog a scrivere salutando voi amici di “…e Gioia Sia!” dove sarò però sempre presente per commentare e condividere. Così, per chiudere in bellezza, vi regalo ciò che ho di più intimo raccontandovi di me. Vi è una sorta di pudore non facile da vincere ogni volta che si apre lo scrigno della propria anima. Incoraggiato però da alcuni del cui affetto non dubito oggi vorrei condividere timidamente con voi alcuni sentimenti.

“La mente dell’uomo pensa molto alla sua via, ma il Signore dirige i suoi passi.” (Pr 16,9)

Quanto è vera questa Santa Parola per chi scrive!

Si ! Il Signore ha guidato i miei passi attraverso esperienze, incontri, progetti, solo apparentemente casuali fino ad oggi, 17 giugno, anniversario della mia Ordinazione sacerdotale e, guardandomi indietro, il cuore si riempie di stupore e di riconoscenza.


Stupore perché ho visto il declinarsi della mia vita, al di là dei miei sogni e dei miei progetti umani, in una sintassi che ha trasformato in poesia quanto la mia mente aveva pensato come prosa.
Da ragazzo sognavo di essere medico; da adolescente progettavo di avere una famiglia con tanti bambini, generati con la ragazza che aveva acceso dentro il mio cuore un sentimento che, a 16 anni, io chiamavo amore… poi il Signore mi ha “sedotto” (Cfr Ger. 20,7) e mi fatto dono di un Amore più grande… di una chiamata sublime. Oggi, da 22 anni, sono senza merito “medico” di anime, sposo dell’umanità e padre di anime!
Spesso guardandomi le mani provo un timore reverenziale per quanto mi è stato dato: consacrare, assolvere, benedire… e sento l’orgoglio e la paura di quello che significano le parole del salmo 109 “Il Signore ha giurato e non si pente: «Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedek»” .

Mi stupisce poi, come il Signore abbia arricchito il mio Presbiterato, dandomi la grazia di viverlo in ambiti diversi aprendomi orizzonti sempre nuovi che lo hanno reso sempre dinamico e affascinante. Si, sono innamorato del mio essere prete!
E’ in questo dinamismo che leggo anche la chiamata al carisma bello di cui Chiara Amirante è stata la prima discepola, la prima custode… la prima apostola. L’incontro con Nuovi Orizzonti ha stravolto (in positivo) il mio modo di essere prete ed è avvenuto in un momento particolare della mia vita quando, fidandomi del mio vescovo, avevo accettato di “perdere” quanto, non senza fatica, mi ero conquistato: una bella parrocchia pastoralmente attiva, la responsabilità della pastorale giovanile diocesana, l’insegnamento e il ruolo di Vicepreside in un importante Liceo…
20-09-2008Ricordo benissimo quando, alla fine dell’estate del 2000, il mai dimenticato vescovo don Salvatore Boccaccio (con cui in quel periodo, per tante contingenze, i rapporti erano freddo-gelidi) mi convocò in episcopio:

“ Tu conosci la realtà di Nuovi Orizzonti?… quelli di Chiara Amirante?”
“… Amirante? Ah siii!… ho letto un suo libro… E poi mi sono incontrato con Vostra Eccellenza la prima volta proprio a Piglio!”
“ Beh … devi conoscerla un po’ meglio perché ho due ragazzi della comunità che pare abbiano la vocazione… vorrei che tu li seguissi un po’!”

Da quella disponibilità, scaturì la mia conoscenza con Davidino Banzato e Francesco Quintavalle e, dopo qualche settimana con Chiara e con tanti altri membri della comunità.
Poi .. l’ esempio, l’ affetto, la stima di Chiara, la bellezza interiore di tanti giovani incontrati …la paternità dolcissima e la guida forte di don Salvatore, mi hanno portato a condividere sempre di più e sempre meglio il carisma di Nuovi Orizzonti e nella Pentecoste del 2002 a Piglio ho fatto per la prima volta le promesse.

Stupore: perché il Signore mi ha concesso, non solo di assistere ma di cooperare in un ruolo delicatissimo (formatore dei sacerdoti), allo specificarsi del carisma e all’ampliarsi delle sue prospettive pastorali. …Mi ha concesso spesso di offrire il mio povero apporto e le poche competenze acquisite ad un “opera Sua” che, in tempi rapidissimi e in maniera sorprendente, la Chiesa ha riconosciuto come una ricchezza e un dono.
In questi anni ho sentito sempre più Nuovi Orizzonti come una realtà che mi appartiene e a cui appartengo… ho sentito i ragazzi e le ragazze accolti come “fratelli” e – mi sia permesso- i “miei preti” come e più di figli.
Riconoscenza: si, sento di essere debitore al Signore di tanta riconoscenza! Egli ha davvero reso “i miei piedi come quelli delle cerve” e “ sulle alture” mi ha fatto camminare (Cfr Abacuc 3,19). Mi ha messo accanto figure meravigliose (primi fra tutti i miei genitori!), mi ha regalato l’incrocio di tanti sguardi d’amore che mi hanno dato coraggio …il sostegno di tante mani forti che mi hanno sorretto.
Il Signore mi ha dato poi di incontrare e sperimentare il volto bello di una Chiesa che è, si peccatrice, ma costituzionalmente Santa.
sacerdoti-nuovi-orizzontiGrazie al Signore per il tratto di vita condiviso con il mio pastore, padre, amico e modello don Salvatore Boccaccio, che mi ha mostrato concretamente come vivono e come muoiono i Santi; grazie per lo sguardo dolce di Maria, una mia umile parrocchiana di Torrice, madre di famiglia vissuta santamente rendendo straordinaria un’esistenza normale fatta di preghiera e sudore, …Grazie per aver incontrato Saretta, bimba di 10 anni, felice di morire di tumore alla testa “perché così vuole il mio amico Gesù”…
Non ultimo il grazie per essere stato coinvolto nell’avventura di Nuovi Orizzonti: per aver incontrato Chiara, Daniela, Mietta, Silvia, Marcolone…, per aver avuto il dono e la responsabilità dei nostri “preti” … per la dolcissima (“Suor”) Giulia e le sue sorelline… per Crescenzo: “capolavoro di Dio”… per i tantissimi miracoli che ho visto compiersi alla luce del sole e per quelli nascosti, che ho sperimentato e sperimento ancora in Comunità, nel segreto del confessionale e nella direzione spirituale.

Frutto di questa esperienza nel carisma è stata la decisione di corrispondere in maniera definitiva a questa “chiamata nella chiamata”. E la scorsa domenica di Pentecoste, insieme a altri 18 “piccoli della gioia” (tra cui il mio fratello e figlio don Davide Girardi) ho assunto gli impegni definitivi.

Non sono stato io a scegliere “Nuovi Orizzonti”, ma è il Signore che mi ha scelto, (Cfr. Gv 15,16). Al sempre attuale grido di Dio che attraversa la storia intera: «Chi manderò e chi andrà per noi?» e davanti agli inferi che allargano sempre più i loro confini, sento di dover ripetere ancora il mio: «Eccomi, manda me!» (Cfr Is. 6,8) e questo nella luce del carisma di Nuovi Orizzonti che, ne sono certo, il Signore ha voluto affidare anche a me. Non ho molto da offrire alla Chiesa e alla nostra Associazione se non quello che il Signore mi ha dato di essere e i talenti che mi ha gratuitamente consegnato perché fruttifichino. E’ per questo che, nel ricordare il giorno bello della mia Ordinazione, con gioia piena ripeto al Signore il mio “in manus tuas” … confermo a Lui il dono totale della mia vita e gli impegni santi di povertà, castità e obbedienza.

… Signore Tu sai tutto, Tu sai che ti amo! Dammi di amarti e di farti amare! Dammi di rendere ogni giorno amabile il mio essere prete!