17 Maggio 2010
Si chiamano ricordi…ed io avrei uno tsunami di ricordi, di emozioni da raccontare.
Ci vorrebbe una canzone: di quelle che ti vengono una volta sola, ci vorrebbe una cosa spontanea, una preghiera speciale, come quel Grazie Papà….così spontanea, così dolce, così bella…così che ti fa venire i brividi.
I brividi: quanto son belli i brividi!
Dimostrano che tu sei vivo, che non sei preconfezionato: che hai un cuore, che non sei di pietra, che ti commuovi davanti ad ogni cosa per cui valga la pena.
Anche davanti ad una bara che ti passa davanti.
Mi ricordo di te, Don Salvatore: di quella volta volta che m’hai detto: “Sei come un fratellino, quel fratellino che non ho mai avuto!”.
Mi ricordo di te, Don Salvatore: di quella volta che ti feci arrabbiare, e il giorno dopo mi chiamasti per chiedermi scusa.
Mi viene in mente una canzone, ritornando a qualche riga fa…quella che fa: “Io lo so che non sono solo, anche quando sono solo…io lo so che non sono solo…sotto un cielo di stelle di satelliti…tra i colpevoli le vittime i superstiti…un cane abbaia alla luna…”.
Sono come quel cane che abbaia alla luna, che abbaia al cielo, che vuole contare le stelle, in attesa di buone notizie.
Che vuol sapere se domani si passa davvero il confine, se domani è già qui…
Fatti sentire, Don Salvatore…ed intanto ti ringrazio, di tutto…
Primo perché mi hai fatto conoscere Gesù, e poi perché mi hai fatto diventare un uomo.



