17 Maggio 2010
PIGLIO – 23 SETTEMBRE 2008
don Salvatore Boccaccio, Vescovo
Voglio ringraziare il Signore. Voglio farlo con tutti voi.
Indubbiamente è stato pesante il Suo intervento nella mia vita, e leggo spesso nella Bibbia, nei Salmi, :”Mi ha provato duramente, ma non mi ha consegnato alla morte” (Sal. 117,18).
Devo essere sincero che, come dice San Paolo, per me vivere sarebbe un guadagno(Fil. 1,21) perché a volte non ce la faccio più. E invece, questa esperienza mi ha portato alla pienezza dell’”In Manus Tuas” che, ingenuamente, nel 1987, ho scritto sul Motto episcopale. Credevo che mettermi nelle mani del Signore significasse questo: “Signore, eccomi, sono con te, ti voglio bene, voglio bene a tutti…”e tutto si fermava lì. E invece l’ampiezza di questo abbandono – In Manus Tuas – è arrivato all’estremo e, da quel capisco, sto ancora agli inizi di questo estremo. Come lo vivo?
Lo vivo con la certezza che Dio è mio Papà, che mi ama, che fa per me meraviglie, che fa il tifo per me, che sta lì a dire a Satana: “Guarda come il mio servo Salvatore mi ama, come mi onora, nonostante tutti i tuoi trucchi, nonostante tutte le tue tentazioni!”.
Ogni giorno sento di poter essere donato al Signore; oggi ho la forza di farlo, domani non lo so, ma oggi ce l’ho e ce la voglio mettere tutta, perché Dio è Amore, è un Papà che si prende cura dei suoi figli…anche se a volte non si comprende il movimento, il cammino, l’intervento di questo Papà!
Però è mio Papà, io mi fido, mi abbandono, voglio essere tutto suo, non voglio perdere questa stupenda ricchezza che mi ha messo nelle mani. Mi sono reso conto che sono stato più utile alla mia Diocesi, ho servito meglio i miei preti durante questi due anni, diciamolo và!, di agonia(anche se lo dico con un termine scherzoso) che non durante gli altri diciotto anni di episcopato vissuti nell’attività, nella grande festa.
Lo stesso Nuovi Orizzonti dove io mi sentivo vivere, mi sentivo papà(credo di esserlo lo stesso anche e fisicamente non riesco a sperimentarlo) lo stesso Nuovi Orizzonti, dicevo, trova più aiuto da me con la mia giornata passata in quella cattedrale che sta al secondo piano di Via Monti Lepini(Curia Vescovile di Frosinone), su una cettedra che è la mia sedia a rotelle, che non con tante altre cose. Nuovi Orizzonti cresce perché il Papà ama questa esperienza, l’ha voluta Lui, la benedice Lui, rende Lui possibile il nostro impegno.
Stasera mi sento di dirvi: Santi subito, Santi tutti, Santi insieme, Santi per l’amor di Dio.
Vi benedico di cuore e vi ringrazio di avermi accolto con tanta festa quando sono venuto e ringrazio Iddio che in quel maggio del 1987 da quell’incontro con Chiara(nel mio pellegrinaggio al Divino Amore, alle 6 del mattino, c’era anche Chiara a quella messa!), abbiamo cominciato un cammino piccolo, piccolo, piccolo, ma è dilagato, è diventato grande, il mondo intero non riesce a contenerlo tanto che stiamo costringendo il Signore a costruire nuovi mondi per Nuovi Orizzonti!
Io vi benedico.



